Diventare ETS oggi: cosa cambia davvero e perché lo statuto è il cuore dell’ente
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Diventare ETS
(con passaggi chiari, fonti ufficiali e piccoli esempi reali che aiutano a capire)
Quando un’associazione sceglie di diventare Ente del Terzo Settore (ETS), non sta semplicemente compiendo un aggiornamento formale. Sta ridefinendo la propria identità pubblica: diventa un soggetto riconosciuto, trasparente e inserito ufficialmente nella rete nazionale del Terzo Settore disciplinata dal Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017).
Il Ministero del Lavoro, nelle sue linee guida ufficiali, descrive questa trasformazione come un percorso verso maggiore qualità, responsabilità e accesso a strumenti dedicati.
1. Lo statuto: la vera “carta d’identità” di un ETS
Molte associazioni scoprono solo in questa fase quanto uno statuto sia più di un documento: è il luogo in cui l’ente prende forma, con regole, obiettivi e struttura interna.
Per diventare ETS, lo statuto deve dichiarare con chiarezza finalità civiche e solidaristiche, descrivere le attività di interesse generale, indicare come vengono assunti i soci, come funziona l’assemblea, quali sono i poteri degli organi sociali e come si garantisce il divieto di distribuzione degli utili.
Esempio pratico:
Un’associazione culturale che organizza corsi di teatro scopre che, per essere ETS, deve indicare nello statuto che le attività offerte rientrano espressamente tra quelle previste dall’art. 5 del Codice (es. educazione, formazione, cultura). Questo semplice dettaglio cambia completamente la validità della domanda RUNTS.
Le indicazioni vengono dai modelli statutari ufficiali pubblicati dal Ministero del Lavoro, che fungono da riferimento ma non sostituiscono la personalizzazione necessaria per ogni realtà.
2. Il percorso di iscrizione: RUNTS, verifiche e interlocuzioni
Dopo l’approvazione dello statuto, l’iscrizione al RUNTS avviene tramite la piattaforma nazionale del Ministero. Qui inizia la fase più delicata: la verifica da parte degli uffici regionali.
Il RUNTS controlla la coerenza complessiva dell’ente: attività dichiarate, bilanci, presenza di volontari, regolarità delle assemblee. Questo passaggio è essenziale per garantire che l’ente operi nel rispetto della riforma.
Per alcune attività socio-sanitarie, entrano in gioco anche USL o Regione.
Esempio pratico:
Una piccola associazione di supporto ai minori carica la domanda RUNTS, ma l’ufficio richiede un chiarimento perché il bilancio non distingue entrate da attività principali e attività diverse. È un dettaglio semplice, ma senza correzione la domanda non viene accolta.
Il portale RUNTS, con le sue FAQ ufficiali, spiega chiaramente tempi e modalità di integrazione.
3. Il nuovo ambiente digitale dell’ETS: tra bilanci, trasparenza e piattaforme
Diventare ETS significa anche imparare a vivere in un ambiente più digitale.
Il bilancio va depositato online nel RUNTS ogni anno.
Se l’ente accede al 5×1000, deve effettuare le procedure attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Se ha volontari, deve gestire il registro e le assicurazioni obbligatorie.
Non è solo burocrazia: è un modo per rendere l’ente comprensibile e affidabile verso cittadini, sostenitori e istituzioni.
Esempio pratico:
Un’associazione sportiva che lavora con i giovani decide di pubblicare regolarmente sul proprio sito i contributi ricevuti dal Comune e i compensi degli istruttori. Questo semplice gesto di trasparenza — previsto dalla normativa — diventa anche un segno di credibilità verso le famiglie.
Alcune Regioni, inoltre, hanno piattaforme proprie per accreditamenti o bandi dedicati al Terzo Settore.
4. Il ruolo dello Studio Notarile: ordine, sicurezza e chiarezza
Molti enti arrivano alla trasformazione in ETS con uno statuto datato, verbali non uniformi, pratiche archiviate in modo non sistematico. È normale: per anni hanno dato priorità alle attività, non alla parte giuridica.
Il notaio diventa l’interlocutore che rimette ordine: analizza lo statuto, lo riscrive in modo conforme, guida l’assemblea straordinaria e accompagna l’ente nell’iscrizione al RUNTS.
Il Consiglio Nazionale del Notariato, nei suoi studi dedicati al Terzo Settore, sottolinea il ruolo di garanzia svolto dallo studio notarile in fasi come trasformazioni, fusioni, scioglimenti o modifiche profonde dell’assetto associativo.
Esempio pratico:
Un’associazione di volontariato storica decide di evolvere in APS per ampliare le proprie attività e accedere a contributi regionali. Lo studio notarile riorganizza lo statuto, adegua la governance, verifica i requisiti minimi e segue tutto il percorso RUNTS fino alla piena iscrizione. In meno di due mesi, l’ente ottiene un quadro giuridico nuovo e stabile.
Una scelta di crescita
Diventare ETS non è un cambiamento imposto: è una scelta che porta con sé più riconoscimento, possibilità di finanziamento, nuove collaborazioni e una struttura più ordinata.
È una strada che richiede responsabilità, ma che permette all’ente di rafforzare la propria missione e comunicare il proprio valore in modo trasparente.
Con uno statuto chiaro, un’identità definita e un supporto professionale adeguato, ogni associazione può affrontare questo passaggio con serenità e consapevolezza, trasformando un adempimento in un’opportunità.
Fonti autorevoli
Ministero del Lavoro e Politiche Sociali – Terzo Settore
RUNTS – Registro Unico Nazionale del Terzo Settore
Consiglio Nazionale del Notariato – Approfondimenti
https://www.notariato.it

